Finanza e Mercati

Pubblicato il 10 febbraio 2016 | di Rataran Redazione

0

Trading Pills: il dollaro e il petrolio negli USA

Trading Pills
Le pills di oggi trattano due argomenti in particolare. Innanzitutto, si affronterà il tema del dollaro e dell’impresa estrattiva statunitense, in crollo per alcune ragioni che vi spiegherò tra poche righe. Nella seconda parte dell’articolo si tratterà invece uno dei protagonisti ormai fissi delle testate finanziarie – il settore bancario italiano – con particolare focus su quanto esso possa essere potenzialmente minacciato da alcune start-up finanziarie.

Negli USA i mercati soffrono una “febbre dell’oro” … nero

C’era una volta in America… diceva bene il titolo del film… una volta. Spiegamoci meglio, c’era una volta il petrolio in America. Erano belli per i cittadini texani i tempi in cui bastava piantare un chiodo nel giardino di casa per veder spuntare litri su litri di greggio.

bianco e neroLa fine di questo vantaggio competitivo in favore degli Stati Uniti è oggigiorno peraltro aggravata dall’attuale facilità di ricerca e di estrazione del petrolio nel Medio Oriente – recentemente liberato, per esempio nel caso dell’Iran e delle sanzioni ad esso imposte, da restrizioni all’esportazione.

Il continuo calo del prezzo del petrolio, iniziato probabilmente con la complicità della spinta ambientalista globale, sembra infatti aver portato il valore di mercato dell’oro nero a livelli sostenibili solo grazie a bassi costi di produzione.

In particolare, il Medio Oriente presenta da tempo un punto di pareggio del prezzo del petrolio di gran lunga inferiore a quello statunitense. Con punto di pareggio, o break-even point, si intende il prezzo di vendita dell’output – nel nostro caso un barile di petrolio – in grado di coprire per intero i costi di produzione dello stesso.

L’apparentemente inarrestabile calo del prezzo del greggio porta infatti sempre più vicino ad una situazione di “non convenienza” per gli USA della produzione del petrolio. Pur facendo fatica ad immaginare degli Stati Uniti semplici acquirenti di petrolio, capisco che questa possa non essere l’opinione di tutti gli investitori.

Secondo la mia modesta opinione, è proprio questa situazione la principale causa del calo delle quotazioni di alcune imprese del settore estrattivo focalizzate sul solo territorio statunitense. La grande quantità di short effettuati, per le ragioni sopra spiegate, e la successiva necessità di coprirli portano tuttavia a temporanei aumenti di prezzo sia del petrolio sia di queste società. Se a tutto ciò aggiungiamo la grande instabilità politica e militare che colpisce ormai da mesi i principali produttori di petrolio, capiamo perché i più perspicaci trader del RataranContest stiano investendo su questi prodotti. Tra questi, Aeffe17 che, investendo come altri trader in ETF a leva 3x sul petrolio, ha ottenuto un profitto del 24.6%, e Buddysav che ha ricavato da posizioni long su Energen Corp. e QEP Resources rispettivamente guadagni del 17.8% e del 18.7%.

Tale situazione di debolezza degli Stati Uniti potrebbe inoltre spiegare le ragioni dei guadagni ottenuti da numerosi trader shortando contro il dollaro statunitense. In particolare, FX, pit e Aeffe17 hanno ottenuto, scommettendo contro il USD-CAD guadagni rispettivamente pari al 3.73%, 2% e 3.27%. FX_Trade ha invece guadagnato il 5.30% da una posizione lunga su NZD-USD.

Questa situazione di debolezza statunitense non sembra destinata a risolversi entro breve e questo indica che, i trend sopra descritti, potrebbero durare ancora a lungo.

Le banche italiane? Non sembrano ancora sicure… e le start-up di certo non le aiutano

L’altro settore che ha di recente attratto l’attenzione del team di Rataran è invece quello che ormai può essere considerato “l’ospite fisso” del nostro club: il settore bancario.

Nel corso della settimana passata, uno dei trader del RataranContest ha infatti dato il meglio di sé nello scambiare le azioni del gruppo Unicredit (il quale ha tuttavia oggi battuto le aspettative degli analisti riguardo agli utili). Sto parlando di Future_Trader, il quale è riuscito a chiudere tre short sul titolo con rendimenti del 17%, 8.52% e 4.91%.

Oltre alla mancanza di fiducia nel sistema bancario italiano e nelle effettive capacità di vigilanza di Banca d’Itala, per la quale vi rimando al mio articolo sull’incerto futuro di Monte Paschi (http://news.rataran.com/monte-dei-paschi-un-buy-the-dips/), reputo che non si possa trascurare l’effetto di alcune start-up a tema finanziario che stanno ora iniziando a farsi conoscere e rischiano, alla lunga, di scalzare il sistema finanziario tradizionale.

Non volendo dedicare alla promozione di Rataran questo articolo, parlerò di altre due società che stanno letteralmente “spaccando”.

La prima di queste due start-up è Wealthfront, una società di “asset management 2.0” per privati che, grazie ad un software in grado di creare il portafoglio customizzato sulla base delle preferenze dei suoi clienti, di rilanciarne l’asset allocation sulla base delle condizioni di mercato e di reinvestirne i dividendi. Il grande vantaggio di Wealthfront che, grazie all’automatizzazione dei suoi processi, riesce a ridurre al minimo le proprie fee.

Il secondo finanziere 2.0 è invece Robinhood, un app focalizzata per il momento su sole azioni statunitensi che offre i principali servizi delle società di brokeraggio senza però richiedere ai suoi clienti alcuna fee (almeno per i servizi di base).

wealthfrontPer quanto queste società siano ancora agli inizi della loro vita, non escludo che, tra qualche anno, possano divenire protagoniste fisse delle testate finanziarie con la loro lotta al sistema bancario tradizionale e stiano quindi intimorendo gli investitori.

Anche per questo appuntamento con Trading Pills è tutto, grazie per la lettura!

Tags: , , , ,


Autore

Rataran Redazione

News.rataran è una realtà giovane e che si pone l’obiettivo di raccontare e analizzare i mercati finanziari (Finanza e Mercati) e il panorama macroeconomico e geopolitico che li caratterizza (Scenari Macroeconomici).








Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to Top ↑